Epigrafe di Iulia Florentina

Catania (Sicilia)

L'epigrafe detta di Iulia Florentina è una epigrafe funeraria in marmo, attualmente conservata al Museo del Louvre, che costituisce un importante documento per la conoscenza della prima comunità cristiana di Catania.

Il testo

Il valore storico

Questa iscrizione funeraria, recuperata nel 1730 a Catania nell'area compresa fra le vie Androne e Dottor Consoli, costituisce un importante documento per la conoscenza della prima comunità cristiana catanese e sulle origini del culto dei martiri, in particolare di Sant'Agata.

In essa si parla della piccola Iulia Florentina, nata pagana e battezzata in punto di morte a Hybla, l'attuale Paternò. La parte più importante è però l'informazione che segue, cioè che dopo la morte il suo corpo su trasferito a Catania e sepolto "vicino alle tombe dei martiri".

Questa informazione farebbe pensare che l'area del rinvenimento, dove scavi archeologici avevano messo in luce una vasta area cimiteriale extraurbana, possa essere stata anche il primo luogo di sepoltura e di culto dei martiri catanesi, che pur non citati, potrebbero comprendere anche Agata ed Euplo.

A testimonianza di questo, stanno anche due importantissimi ritrovamenti archeologici, effettuati nella stessa zona, che hanno riportato alla luce i resti di due edifici di culto.

Il primo è un martyrium del IV secolo (cioè circa un secolo dopo la data tradizionalmente indicata per il martirio di Agata e di Euplo) dalla caratteristica forma a Trichora, cioè una basilichetta triabsidata. E proprio al IV secolo, grazie al riferimento al correttore Zoilos, si può far risalire con una certa precisione l'epigrafe di Iulia Florentina, che fu ritrovata nella stessa area.

Successivamente, negli anni '50, nuove indagini hanno portato alla luce, addossata a questo, una basilica molto più grande, databile al VI secolo e abbellita da stupendi mosaici. La particolarità di questa basilica era l'altare posto nel centro, come spesso avveniva nelle basiliche paleocristiane dedicate al culto dei martiri, le cui reliquie probabilmente erano contenute in un sarcofago posto sotto la mensa eucaristica.

Purtroppo questi due importantissimi edifici sono stati occultati sotto una moderna costruzione, mentre i mosaici sono stati strappati e giacciono nei depositi della Soprintendenza in attesa di essere collocati nel futuro Museo Archeologico di Catania.

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