Palazzo del Podestà

Verona (Veneto)

Palazzo del Podestà

Il Palazzo del Podestà, o Palazzo del Governo è un palazzo medioevale di Verona, che si trova tra piazza dei Signori e le Arche scaligere.

Storia

Il palazzo venne costruito dagli scaligeri, sopra delle rovine romane (si trova presso il foro romano, oggi piazza delle Erbe), e venne abitato alla fine della costruzione da Alberto I della Scala. Venne probabilmente adibito a dimora dei signori della città. Dal 1311 Cangrande I andò a risiedere nel palazzo, che venne nel tempo risistemato più volte.

Nel palazzo trovarono ospitalità molti uomini illustri, tra i quali personalità di primo piano come Dante e Giotto, che secondo Giorgio Vasari fece alcuni ritratti di Cangrande I, che però non sono stati ritrovati.

Caduta la dinastia della Scala, il Palazzo divenne, durante la Repubblica di Venezia, sede di importanti magistrature. Erano presenti anche gli uffici del podestà, da cui prese appunto la sua denominazione.

Struttura

Su ordine di Cansignorio venne costruita una loggia, originariamente di soli due piani, con due soli altissimi ed immensi saloni. Questi furono interamente dipinti, alcuni descritti da Vasari: Guerra di Gerusalemme secondo Giuseppe Flavio e due Trionfi. Inoltre era presente una stanza delle medaglie in cui sono stati ritrovati dipinti di alta qualità, totalmente intatti, che sono stati comunque sottoposti ad un restauro nel '900.

Anche le sotto arcate dei piani superiori sono state completamente dipinte, a testimonianza della grande importanza dell'edificio. In questi dipinti diventa principale la celebrazione della dinastia Scaligera, a imitazione delle gesta degli antichi imperatori romani.

Dante

Dante Alighieri, esule da Firenze, venne ospitato al suo secondo soggiorno proprio in questo palazzo: infatti piazza dei Signori, su cui esso si affaccia, viene chiamata dai veronesi anche piazza Dante, e al centro della piazza è presente una statua del poeta, ai piedi della quale è scritto:

Dante scrive nel XVII canto del Paradiso, della lunga vita in esilio da Firenze:

Il santo uccello sarebbe l'aquila simbolo dell'autorità imperiale, utilizzata dagli Scaligeri essendo essi vicari dell'Imperatore del Sacro Romano Impero.

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