Palazzo Miniscalchi-Erizzo

Verona (Veneto)

Palazzo Miniscalchi-Erizzo

Il palazzo Miniscalchi-Erizzo è un imponente palazzo che sorge nel cuore di Verona, poco distante dal Duomo e dal fiume Adige, e più esattamente in via san Mamaso, 2/a. Ospitò tra le sue mura anche la seconda moglie di Napoleone Bonaparte, Maria Luisa d'Asburgo-Lorena.

Storia

Il palazzo venne costruito all'incirca alla fine de XV secolo. L'edificio ne inglobò tra l'altro uno più antico, del XVI secolo. Nel 1880 la struttura venne alterata dalla costruzione di un edificio neoclassico.

L'autore più probabile è Angelo di Giovanni, che fece anche vari interventi alla Loggia del Consiglio, alla facciata della chiesa di San Tomaso Cantuariense e ad altre chiese veronesi.

Struttura

Esterno

La facciata venne costruita come se fosse stata una quinta teatrale, aperta da un portale strombato e con diciotto finestre. L'architettura della facciata può definirsi di gusto tardo gotico.

L’associazione di architetture di gusto tardo gotico con una decorazione pittorica cinquecentesca estesa a tutta la facciata e ancora integra, dona alla facciata del palazzo una importanza monumentale e regala ad essa una posizione di primo piano nel contesto dell'architettura civile veronese.

La facciata è articolata in tre parti: in quella inferiore si aprono sei finestre quadrate con cornici di marmo rosso veronese, il piano nobile era invece segnato da due grandi finestre bifore al centro e da due finestre molto alte ai lati, sempre in marmo rosso, il piano superiore vede sei finestre con balconi in pietra scolpiti.

Interno

All'interno l'edificio si sviluppava attorno ad un cortile rettangolare, da cui si accedeva ad un secondo piccolo cortile. La pavimentazione del primo cortile era in mattoni strutturati a spina di pesce.

La struttura interna dell'edificio fu gravemente alterata nel 1880, quando fu costruito il edificio neoclassico.

Affreschi

Verso la fine del XVI secolo i Miniscalchi vollero far decorare la facciata del loro palazzo da pitture, dando l'incarico ad un artista molto conosciuto, Michelangelo Aliprandi, un seguace di Paolo Veronese. La scena del Banchetto di Damocle, in particolare, è molto vicina allo stile del Veronese.

Sopra alcune finestre sono dipinti busti femminili. Nella parte superiore della facciata si stende la scena del Giudizio di Salomone. Il messaggio della facciata è evidente: il tòpos della giustizia di Salomone, che è superiore alla coscienza umana. Gli intervalli tra le finestre, decorati con finti pilastri, si trovano le figure di Minerva e di Diana (quest'ultima andata perduta).

Nel piano nobile è presente la scena del Banchetto di Damocle, e tra gli intervalli delle finestre si trovano la statua di Marte, ed un tempo anche Venere e Cupido.

Il museo

Il museo venne inaugurato il 30 marzo 1990, dopo vari anni di lavoro, come il restauro dell'edificio e la riqualificazione delle strutture interne.

Il museo è allestito in quindici sale del palazzo: nelle sale del piano terra ci sono esposizioni temporanee. Ogni sala ha una sua area tematica, tra cui quelle raccolte archeologiche, dei maestri del cinquecento, bronzi rinascimentali, e raccolte di vari oggetti di importanza sia storica che artistica. Durante la visita si possono ammirare anche le sale dell'antico palazzo, e, in particolare, la piccola cappella della casa e l'antica biblioteca.

Mostre importanti

  • 1990:Tesori delle Fondazioni artistiche italiane
  • 1991:Antichi tessuti d'arte e Il ventaglio dipinto dal Cinquecento all'Ottocento
  • 1992:Giorgio Morandi. Cinquanta opere della Fondazione Magnani Rocca e Chiavi, scrigni, forzieri
  • 1994:Vetri storici di Ercole Barovier
  • 1995:Vetri storici di Ercole Barovier
  • 1996:Antichità ebraiche dalla Sinagoga di Verona
  • 1999:American Pop Art Anni Sessanta
  • 2006:Splendori del Risorto: arte e fede nella Chiesa del Triveneto
  • 2007:Splendori del Risorto: arte e fede nella Chiesa del Triveneto

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