Chiesa dell'Ospedaletto

Venezia (Veneto)

Chiesa dell'Ospedaletto

La chiesa dell'Ospedaletto, o Santa Maria dei Derelitti, è un edificio religioso della città di Venezia, situato nel sestiere di Castello.

Esso si affaccia sulla Barbaria delle Tole, calle che prese il nome dal fatto che qui approdava gran parte del legname, tole in lingua veneta, che veniva poi lavorato nelle numerose falegnamerie qui presenti, in cui lavoravano dei boscaioli, particolarmente rozzi, detti barbaria. Questo edificio appartiene ora all'IRE, Istituzioni di Ricovero ed Educazione, ed è parte del patrimonio della casa di riposo dei Santi Giovanni e Paolo.

Storia

La chiesa venne realizzata nel 1575 nell'area originalmente detta "del bersaglio" che ospitava l'ospedale eretto da San Gerolamo Miani nel 1517, e che ospitava malati, pellegrini e orfani di entrambi i sessi.

Il disegno originale è del Palladio, mentre la facciata del 1670 è opera di Baldassare Longhena, eseguita grazie al lascito di Bartolomeo Cargnoni.

Il 4 maggio 2010, di fronte alla chiesa si è sviluppato un incendio che, propagatosi all'interno, ha distrutto un dipinto della seconda metà del XVII secolo di Antonio Molinari

Descrizione

La facciata è strutturata su due ordini: sul primo si trova il portone, sovrastato da una ceramica del XV secolo che raffigura la Madonna addolorata e due finestre che affiancano il portone, attorniato da quattro pilastri che si ergono su quattro basamenti. Il secondo ordine ospita il busto del Cargnoni, che viene ricordato anche attraverso i suoi stemmi presenti sulla trabeazione superiore. L'edificio ospita sopra il coronamento quattro statue allegoriche della scuola dello scultore Giusto Le Court.

L'interno dell'edificio è ad una sola navata, il soffitto è opera di Giuseppe Cherubini ed è del 1905, e presenta tre pannelli decorativi, il centrale rappresenta la storia della chiesa stessa. Si possono distinguere sei altari, tre per lato, ed un altare maggiore sul fondo. Questo ospita una pala raffigurante l'Incoronazione della Vergine, di Damiano Mazza del XVI secolo.

Opere di rilievo sono Annunciazione a Maria di Jacopo Palma il Giovane presente sulla parete di destra della chiesa e la Madonna delle Grazie e San Girolamo e Antonio da Padova Andrea Celesti, XVII secolo, in fondo alla parete sinistra.

Tradizione musicale

Grande tradizione musicale ha tale chiesa, grazie ai cori delle orfane e alla presenza di un organo del maestro Pietro Nachini del 1751, presente nella vasta cantoria, posta sopra l'altare maggiore.

Il cortile è una vera e propria opera d'arte del Longhena, ed è abbellito da una Vera di pozzo e una Loggia del Settecento, le statue delle Quattro stagioni, di Longhena, danno il nome al cortile.

Da notare anche la scala ovale, in stile palladiano, sempre del Longhena, e la Sala della Musica, sorta la dove vi erano le cucine dell'ospedale di San Gerolamo Miani. La sala fu affrescata nel XVIII secolo da Jacopo Guarana, e Agostino Mengozzi Colonna, 1777. Allievi del Tiepolo.

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