Chiesa di San Cassiano

Venezia (Veneto)

Chiesa di San Cassiano

La chiesa di San Cassiano è un luogo di culto cattolico di Venezia, situato nel sestiere di San Polo, poco distante da Ca' Corner della Regina.

Storia

La chiesa fu probabilmente costruita nel X secolo; aveva un antico portico che fu demolito nel XIX secolo; il massiccio campanile è del XIII secolo.
Gli interni barocchi sono dovuti a interventi del Seicento.

Descrizione

Esterno

Esternamente, la chiesa di San Cassiano si presenta in un sobrio stile barocco. La facciata principale, a salienti poco accentuati, è priva di qualsiasi decorazioni ed è coperta con intonaco grigio, ad eccezione della parte bassa del settore corrispondente alla navata centrale, che presenta uno zoccolo in blocchi di pietra.

Il fianco destro, invece, è diviso in tre settori da quattro lesene tuscaniche che sorreggono idealmente il cornicione di coronamento; in ciascuno di essi si apre una grande finestra a lunetta. Alla sinistra della chiesa si erge la torre campanaria romanica, del XIII secolo, con cella campanaria che si apre sull'esterno con una trifora per lato.

Interno

L'interno della chiesa di San Cassiano, riccamente decorato con stucchi barocchi, è a sala, con tre navate della medesima altezza coperte con volta a crociera e divise da due file di colonne corinzie in marmo.

Nell'abside, si trova il pregevole altare maggiore, con statue e rilievi, del tedesco Enrico Merengo (Heinrich Meyring); il paliotto marmoreo, presenta i tre rilievi la Cena di Emmaus, Ultima Cena, Cristo in casa del fariseo Simone, di Tommaso Rues. L'ancona, ospita la pala del Tintoretto raffigurante la Resurrezione di Cristo e i santi Cassiano e Cecilia.

Nella chiesa, sono conservate opere di Jacopo Tintoretto, Giandomenico Tiepolo, Costantino Cedini, Rocco Marconi, Leandro Bassano e altri.

Organo a canne

Sulla cantoria in controfacciata, che sulla balaustra presenta i tre dipinti con Storie della vita di San Cassiano, dipinti nel XVI secolo da Andrea Meldolla detto lo Schiavone, si trova l'organo a canne Nacchini opus 80, del 1734, in seguito riformato e restaurato da Angelo e Agostino Callido e restaurato nel 2004 da Franz Zanin.

Lo strumento è a trasmissione integralmente meccanica, con due tastiere, entrambe con prima ottava scavezza, di 57 note ciascuna, ed una pedaliera a leggio di 21 note (la 21° aziona il Tamburo) costantemente unita al manuale anch'essa con prima ottava scavezza.

La cassa lignea, dipinta a finto marmo, è coronata da un frontone semicircolare sorretto da due lesene corinzie, una per lato. La mostra è composta da 23 canne di Principale con bocche a scudo allineate orizzontalmente e disposte in cuspide unica con ali laterali.

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