Chiesa di San Martino (Burano)

Venezia (Veneto)

Chiesa di San Martino (Burano)

La chiesa di San Martino è un edificio religioso di Burano, isola situata nella parte nord-orientale della Laguna Veneta, ad una decina di chilometri dalla città di Venezia.

Storia

La chiesa venne eretta nel XVI secolo, più volte restaurata, venne riconsacrata nel 1645.

Descrizione

L'esterno della chiesa, rimasto incompiuto, è di tipo a capanna con la parte centrale leggermente più elevata e affiancata dalle due ali laterali.

L'interno, strutturato su una pianta a croce latina con soffitto a volta, è a tre navate con transetto e presenta due capelle laterali e una cappella maggiore. Nel primo altare a sinistra si trova il dipinto di Jacopo Palma il Giovane San Rocco, San Sebastiano e Sant'Antonio Abate. La cappella laterale a sinistra del presbiterio ospita un dipinto del XVI secolo, il Sant'Albano vescovo e due Santi, e il Miracolo di Sant'Albano, che ha come sfondo la piazza principale di Burano, attribuito ad Antonio Zanchi.

La sacrestia in origine ospitava una serie di opere pittoriche, tra cui una Crocifissione di Giambattista Tiepolo, opera giovanile; San Marco e Santi di Girolamo da Santacroce; il ciclo Sposalizio della Vergine, Adorazione dei Magi e Fuga in Egitto di Giovanni Mansueti, risalente alla fine del XVI secolo. Tutte queste opere sono state trasferite nell'Oratorio di Santa Barbara che si trova vicino alla chiesa.

Il campanile, attribuito all’architetto Andrea Tirali che lo costruì tra il 1703 ed il 1714, è alto 53 metri e a pianta quadrata con lato di 6,20 metri alla base. Nella costruzione, interamente in muratura di mattoni faccia “a vista”, sono riconoscibili quattro sezioni: il basamento, alto tre metri in bugnato di mattoni, la canna, il dado e la cuspide. La canna è percorsa da lesene verticali terminanti sotto la cornice in mattoni della cella campanaria con capitelli toscani sul lato sud sono presenti otto finestrelle rettangolari.

La cella campanaria è caratterizzata dalla presenza di due aperture ad arco a tutto sesto su ogni lato sormontate da una trabeazione e da un timpano in pietra d’Istria, posto quasi a mascheramento del dado quadrato dal quale inizia la cuspide. Sulla cuspide, anch’essa in mattoni, poggia un elemento in pietra d’Istria, più largo della sommità che costituiva la base d’appoggio di un angelo in bronzo distrutto dall’uragano che colpì l’isola il 25 settembre 1867, sostituito poi da una croce di ferro.

Il campanile della chiesa di San Martino grazie alla sua forte pendenza è diventato il simbolo dell’isola di Burano. La struttura subì i primi cedimenti già in fase di costruzione che progredirono lentamente fino al secondo dopoguerra, epoca in cui si registrarono rapidi incrementi al punto tale che il Comune di Venezia diede corso ad un intervento di consolidamento statico eseguito dalla ditta Fondedile di Napoli, sotto la guida dell’ingegner Fernando Lizzi, e conclusosi nel 1970.

Reliquie

Si conservano le reliquie di Santa Barbara.

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