Chiesa di San Michele in Isola

Venezia (Veneto)

Chiesa di San Michele in Isola

La chiesa di San Michele in Isola detta anche San Michele di Murano vista la vicinanza all'isola di Murano, è un edificio religioso di Venezia, situato sull'isola di San Michele.

Fu sede di un monastero camaldolese.

Storia

Le origini del complesso monastico risalgono al XIII secolo.

La chiesa fu la prima opera veneziana dell'architetto lombardo Mauro Codussi, rinnovatore dell'architettura lagunare. Venne realizzata tra il 1468 e il 1479.

Edifici

Chiesa

La facciata è tripartita, liberamente ispirata al Tempio Malatestiano dell'Alberti, con due ordini sovrapposti. Quello inferiore è caratterizzato da un paramento liscio con il portale centrale con timpano triangolare e due alte finestre ad arco in corrispondenza delle navate laterali. Quello superiore presenta un attico tra lesene con l'oculo e quattro dischi marmorei policromi, sormontati dal frontone curvilineo, mentre i lati sono raccordati da due ali ricurve, dai fini ornamenti a rilievo a conchiglia; nel punto in cui si raccordano alla parte centrale si trova un cornicione sporgente che taglia in due le lesene.

L'interno della chiesa è diviso in tre navate, scandite da archi a tutto sesto retti da colonne. Ciascuna navata è coperta da cassettoni e finisce in un'abside semicircolare. Le ultime campate delle navate sono separate da setti murari e coperte da cupole cieche.

Sul lato dell'ingresso si trova un vestibolo separato dal resto della chiesa da un "barco", cioè una cantoria retta da arcate. Sottraendo lo spazio del vestibolo e quello del presbiterio con le cupole si ottiene un corpo centrale perfettamente quadrato.

Il campanile di questa chiesa venne edificato tra il 1456 e il 1460 circa. Il parapetto sopra la cella serve ad alleggerire l'aspetto del campanile e prepara il passaggio all'ottagono, chiamato anche fanale, coronato da archetti trilobati e da una fascia, che sorregge la cupolina rialzata con cui termina la torre. Sia nelle fasce e negli archetti della canna che nel coronamento della parte ottagona, si trovano laterizi lavorati e terre cotte. Questo campanile servì da modello al campanile della chiesa di Santa Chiara.

Cappella Emiliani

Nel 1427 la nobildonna Margherita Vitturi lasciava una cospicua somma di denaro ai Procuratori di San Marco perché fosse costruito un luogo di culto da dedicare a Santa Maria Annunziata e in memoria del marito Giambattista Emiliani. Il progetto fu realizzato solo un secolo dopo (1528-1543) su progetto dell'architetto Guglielmo dei Grigi. Già poco dopo la sua conclusione presentava dei problemi strutturali e venne restaurata da Jacopo Sansovino nel 1560-62.

A pianta esagonale e coronata da una cupola bianca in pietra d'Istria, vi si può accedere anche dall'esterno visto che l'ingresso principale si trova a sinistra della facciata. All'interno si trovano tre piccoli altari, ciascuno ornato da tre pale in marmo ad altorilievo (Annunciazione, Adorazione dei Magi, Adorazione dei Pastori) scolpite da Giovanni Antonio da Carona.

Sopra la porta esterna si legge l'iscrizione: Margaritae Aemilianae testamento - Matronae pietate insignis - Procuratores divi Marci de Citra - fide optima a fundamentis extruendum - curarunt - Anno MDXXX).

Monastero

Il chiostro di questa chiesa fu fabbricato nel 1448-1466 e presenta capitelli con decorazioni variate e fogliami, simili a quelli intagliati tra il 1462 e il 1475 nel chiostro e nella Chiesa di Santo Stefano (Belluno).

Sopra la porta del chiostro si trova la statua di San Michele.

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