Chiesa di Sant'Elena

Verona (Veneto)

Chiesa di Sant'Elena

La chiesa di Sant'Elena (già chiesa dei Santi Giorgio e Zeno) è un edificio di culto cattolico situato nel centro storico di Verona, adiacente alla cattedrale.

Storia

La chiesa di Sant'Elena occupa l'area su cui sorse nel IV secolo ad opera del vescovo Zeno il primo luogo di culto cristiano di Verona. Dopo che fu riconosciuta la dipendenza del capitolo dei canonici della cattedrale non dal vescovo di Verona, ma dal patriarca di Aquileia, il capitolo decise di costruire sul luogo dell'antica basilica una chiesa col nome titolo dei santi Giorgio e Zeno per svolgervi le liturgie capitolari. La chiesa fu consacrata tra l'842 e l'847 dal patriarca di Aquileia Andrea.

Seriamente danneggiata dal terremoto del 3 gennaio 1117, venne rapidamente ricostruita e consacrata dal patriarca Pellegrino nel 1140. Nel XV secolo la chiesa fu dotata di un nuovo coro ligneo e fu costruito il portico e, nel secolo successivo, furono eretti i due altari laterali, poi ricostruiti nel Settecento.

Tra il 1960 e il 1970, la chiesa di Sant'Elena è stata interessata dalle indagini archeologiche che hanno riportato alla luce l'area presbiterale dell'antica basilica del IV secolo.

Descrizione

La chiesa di Sant'Elena si trova alla sinistra dell'edificio della cattedrale, e affaccia sopra un piccolo cortile con il caratteristico porticato a quattro arcate a tutto sesto sorrette da esili colonne in marmo con capitelli corinzi. Nella parte superiore della facciata, si può notare l'originale paramento murario romanico, caratterizzato da un'alternarsi di fasce in mattoncini rossi e marmo.

L'interno della chiesa è a navata unica coperta con soffitto a capriate lignee. A metà della navata, entro due nicchie ad arco contrapposte, si trovano i due altari laterali, costruiti nel Cinquecento e rinnovati nel Settecento. Quello di destra, dedicato alla santa Croce, accoglie una pala di Pietro Antonio Rotari raffigurante La Madonna col Bambino fra i Santi Elena, Caterina e Giovanni Nepomuceno (1735); quello di sinistra, invece, dedicato a san Francesco di Sales, accoglie una pala di Giovanni Pietro Salvaterra con Il Redentore e i Santi Francesco di Sales e Filippo Neri. Sulla parete destra della navata si trova il trittico in pietra con La Madonna col Bambino in trono tra i santi Giovanni Battista ed Evangelista, un tempo sopra l'altare maggiore della chiesa.

Il presbiterio presenta, lungo le due pareti laterali, gli stalli lignei intagliati del coro, risalenti al XV secolo; al centro dell'area è stata creata una vasta apertura nel pavimento per consentire la vista del pavimento e delle fondazioni dell'antica basilica del IV secolo. Nell'abside quadrangolare, vi è l'altare maggiore barocco.

Organo

Sulla cantoria in controfacciata si trova l'organo a canne della chiesa, costruito nel 1964 da Libero Rino Pinchi e restaurato nel 2007 da Diego Bonato. A trasmissione elettrica (sistema multiplo), ha un'unica tastiera di 61 note ed una pedaliera concavo-radiale di 30.

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