Chiesa di Santa Chiara

Venezia (Veneto)

Chiesa di Santa Chiara

La chiesa di Santa Chiara era un edificio religioso di Venezia.

Sorgeva nel sestiere di Santa Croce, rivolta al primissimo tratto del Canal Grande. Attualmente la zona rappresenta l'estremità nordorientale del Tronchetto.

Storia

L'isola su cui sorse Santa Chiara fu donata nel 1236 da Giovanni Badoer a una tale Costanza perché vi edificasse un monastero. Venne così a svilupparsi una comunità di suore di San Damiano (come erano in origine dette le francescane) con una chiesa intitolata a Santa Maria Mater Dei, la quale venne poco dopo dedicata, per ovvi motivi, a Santa Chiara.

Distrutta da un incendio nel 1574, venne prontamente ricostruita e consacrata nel 1620.

Chiesa e convento furono chiusi nel 1806 durante la dominazione napoleonica e le monache vennero trasferite a Santa Croce. Degli edifici, ridotti poi ad ospedale militare, resta solo il monastero, attualmente sede della questura.

Descrizione

Dopo la ricostruzione, la chiesa contava cinque altari e notevoli opere di Antonio Vassilacchi, Palma il Giovane e Giovanni Battista Lorenzetti. Un polittico di Paolo Veneziano, già collocato nel monastero, è ora esposto alle Gallerie dell'Accademia.

Nella chiesa si venerava un chiodo della Vera Croce, oggi conservato nella chiesa di San Pantalon. Secondo la tradizione, fu re Luigi IX di Francia ad affidare la reliquia alle monache, camuffato da comune pellegrino.

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