Palazzo Canossa

Verona (Veneto)

Palazzo Canossa

Palazzo Canossa è un celebre palazzo privato veronese, considerato uno dei capolavori architettonici della città.

Storia

Costruito su commissione della famiglia dei marchesi di Canossa, una delle famiglie più antiche ed illustri d'Italia, che si stabilisce nel Veronese agli inizi del XV secolo, su progetto di Michele Sanmicheli nel 1527, si trova nell'aristocratico Corso Cavour, poco distante dall'Arco dei Gavi e da Castelvecchio. Di chiaro impianto manierista, non presenta l'entrata direttamente sulla strada, ma leggermente spostata in dentro, sotto un meraviglioso porticato. Considerata la sua importanza e bellezza venne anche utilizzato per ospitare, nel 1822, il celebre congresso di Verona, a cui parteciparono quasi tutti gli stati d'Europa. Uno dei soffitti del Palazzo era affrescato da Gian Battista Tiepolo, ma è andato perduto durante i bombardamenti che colpirono la città durante la Seconda guerra mondiale.

Ospitò importanti figure storiche come lo zar Alessandro I di Russia, l'imperatore Francesco I d'Austria e Napoleone Bonaparte. Il fronte su Corso Cavour è stato recentemente ristrutturato.

Struttura

L'intervento di Michele Sanmicheli per Palazzo Canossa è contemporaneo a quello compiuto sempre da lui su palazzo Bevilacqua. La loro presenza determinerà successivamente i nuovi edifici, che emuleranno i palazzi sanmicheliani. Sanmicheli cercò di allineare, mediante la facciata grandiosa del palazzo, i fondali opposti di Porta Borsari e dell'Arco dei Gavi, per dare un'impostazione scenografica alla via che permane tutt'oggi (è una strada di fascino rinascimentale), anche se le servitù militari dal XVI secolo al XIX secolo non hanno permesso un completamento organico di corso Cavour.

I Canossa avevano nel loro palazzo ricche collezioni d’opere d'arte, e avevano chiamato pittori del calibro di Paolo Veronese e Battista del Moro e, soprattutto, un affresco di Giambattista Tiepolo nel salone delle feste del palazzo, l'Apoteosi di Ercole, distrutto durante la deflagrazione del ponte di Castelvecchio da parte dei tedeschi alla fine della seconda guerra mondiale. Vennero chiamati anche altri importanti pittori, in particolare Marco Marcola a creare scene del baccanale del Gnocco e di alcune imprese.

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