Palazzo Emilei Forti

Verona (Veneto)

Palazzo Emilei Forti

Palazzo Emilei Forti è un palazzo storico situato nel centro storico della città nato dall'unione fra il Palazzo medioevale di Ezzelino da Romano ed il Palazzo rinascimentale "Emilei-Forti".

Per molto tempo ha ospitato della Galleria d'arte moderna Palazzo Forti, ora invece è sede del museo AMO, dedicato all'opera lirica.

Il Palazzo medioevale di Ezzelino III da Romano

Il nucleo centrale di Palazzo Emilei-Forti è formato da un palazzo medioevale del XIII secolo che fu la principale residenza del condottiero e tiranno di Verona Ezzelino III da Romano. Questo edificio si presentava in origine con una facciata in mattoni a vista caratterizzata da un portico con grandi arcate, da finestre bifore e dalla merlatura ghibellina. Nel Cinquecento fu inglobato nell'edificio rinascimentale "Emilei-Forti" e il suo aspetto originario è stato recuperato e restaurato solo di recente con il grande restauro realizzato dal maestro dell'architettura contemporanea Libero Cecchini. Attualmente il Palazzo di Ezzelino ospita parte dei locali espositivi della Galleria. All'interno dell'edificio medioevale si hanno la "Biblioteca della Galleria" (piano 2°), la nuova scala elicoidale e l'ascensore a torre vetrato (opere d'arte dell'architetto Libero Cecchini), la "sala rosa" e la "sala delle Orge" (piano 1°) ed il grande porticato medioevale del cortile centrale (piano terra) restaurato nel dopoguerra.

Il palazzo rinascimentale e settecentesco "Emilei-Forti"

Dopo la morte del tiranno di Verona Ezzelino da Romano (1259) il palazzo ebbe alcune demolizioni e ristrutturazioni, ma fu solo nel Quattrocento che la famiglia Emilei lo trasformò sistematicamente in una residenza signorile di prestigio, con locali di rappresentanza, saloni nobiliari, biblioteca, appartamenti, giardini, scuderia, servizi. Un secondo intervento fu eseguito nel Seicento su progetto dell'architetto Vincenzo Pellesia.

Fu tuttavia il terzo intervento eseguito nel Settecento dall'architetto Ignazio Pellegrini a dare all'edificio signorile "Palazzo Emilei-Forti" l'aspetto attuale. L'architetto Pellegrini, su commissione della famiglia Emilei creò una grande facciata neoclassica sull'attuale via Forti, che presenta elementi stilistici propri del periodo illuministico (finestre con timpano, balaustra, doppi colonnati dorici, con arconi di ingresso, bassorilievi e fregi). All'interno dell'edificio fu realizzato un androne di ingresso al cortile porticato centrale ed scalone monumentale per salire al piano nobile, arricchito da ornati e sculture allegoriche neoclassiche. Al piano primo (piano nobile) sono presenti i principali saloni di rappresentanza del palazzo signorile, all'interno dei quali vengono allestite le principali rassegne artistiche della Galleria d'Arte Moderna. Ulteriori spazi espositivi sono presenti al piano terra ed al piano terzo.

Testimonianze napoleoniche

A fine Settecento Napoleone Bonaparte fu ospitato nelle sale di rappresentanza del "Palazzo Emilei-Forti". Nel 1796 le truppe francesi capeggiate da Napoleone entrarono pacificamente nella città di Verona, allora governata dalla Serenissima Repubblica di Venezia, dove si insediarono per alcuni mesi.

Napoleone fu ospitato dal proprietario dell'edificio Francesco Emilei, al tempo provveditore di Verona della Repubblica Veneta. Dentro l'edificio sono presenti le stanze dell'appartamento e gli uffici dove risedette Napoleone. è presente anche uno specchio che Napoleone ruppe con il pugno, quando i suoi generali gli riferirono cattive notizie sulle battaglie in corso nel Veneto occupato dagli Austriaci.

Nell'anno successivo 1797 si ebbe poi a Verona una rivolta popolare contro Napoleone ed i Francesi. A partire dal lunedì di Pasqua ci furono combattimenti in città, ma i soldati francesi domarono nel sangue la rivolta. Alla fine delle rappresaglie furono fucilati diversi nobili, sospettati di aver fomentato la rivolta, fra cui lo stesso proprietario dell'edificio Francesco Emilei, che nell'anno precedente aveva gentilmente ospitato il tirannico imperatore Napoleone Bonaparte. La città di Verona conserva dell'imperatore francese un pessimo ricordo, anche per le numerose requisizioni e spoliazioni di opere d'arte compiute dai francesi nelle chiese e palazzi storici veronesi e per la prestigiosa scuola di ingegneria militare di Castelvecchio che Napoleone fece smantellare a fine Settecento.

Dopo il Periodo Napoleonico il Palazzo Emilei-Forti ospitò poi la guarnigione austriaca, che ripeté alcuni episodi di controllo poliziesco contro il sentimento di libertà ed autonomia dei nobili e del popolo veronese. A seguito di questi tristi episodi di vile rappresaglia straniera dei francesi e degli austriaci, iniziò a diffondersi anche a Verona il sentimento patriottico risorgimentale, di ispirazione liberale.

Testimonianze del naturalista Achille Forti

Nel 1854 la polizia austriaca arrestò il proprietario dell'edificio Pietro Emilei che fu costretto a Vendere l'edificio alla famiglia Forti. Dal 1853 al 1937 il palazzo fu residenza della familia Forti, ed in particolare l'ultimo proprietario Achille Forti fece eseguire molti lavori ed abbellimenti artistici. Il palazzo oltre alla sua residenza ospitò numerose collezioni di scienze naturali e di opere d'arte. Achille Forti, di origine ebrea, fu uno scienziato naturalista, ed alla sua morte donò, per volontà testamentaria, tutto il proprio patrimonio immobiliare e scientifico alla città di Verona.

Informazioni turistiche Verona

Monumenti e luoghi di interesse culturale, artistico e religioso

Cultura e tradizioni

Storia e siti archeologici

Copyright © 2005-2017, 360 GRADI di Caramanico Valeriano. Avvertenze legali | Navigatore | Contatta 360 GRADI
Tutti i diritti sono riservati. E' severamente vietata la riproduzione anche parziale dei contenuti presenti su questo sito.
Seguici su: