Palazzo Turchi

Verona (Veneto)

Palazzo Turchi

Palazzo Turchi è un palazzo di Verona.

Storia

La famiglia Turchi era una ricca famiglia di mercanti già nel basso medioevo, tanto che poco prima della metà del quattrocento comprò una proprietà nella contrada di Sant'Andrea di Verona.

Committente del palazzo è stato il cavaliere Pio Turchi. La costruzione avvenne pochi anni dopo la battaglia di Lepanto del 1571, quando la flotta veneziana sconfisse quella turca. Tra l'altro Pio Turchi fu portavoce della comunità veronese alle grandi celebrazioni della vittoria a Venezia. Il palazzo, incominciato poco dopo la battaglia, venne concluso nel 1579.

Poco dopo la fine dei lavori di costruzione, a delle statue di personaggi turchi, facenti parte del bottino della battaglia di Lepanto, venne decapitata la testa, che fu esposta in piazza delle Erbe, proprio nel luogo dove vengono solitamente mostrate le teste dei condannati a morte.

Struttura

La facciata del palazzo è stata in parte ristrutturato con ostentato gusto barocco, ma una parte non indifferente della facciata è stata lasciata alo stato originale quattrocentesco. L'edificio si sviluppa su ben quattro piani: un piano terreno, un piano nobile, uno mediano ed infine un ultimo piano, probabilmente aggiunto in un periodo successivo, ma con lo stesso stile. Il motivo per cui la facciata non è stata conclusa sono oscuri, forse per problemi economici della famiglia Turchi.

La porta principale presenta un archivolto molto decorato con due pilastri laterali, completati da una rappresentazione di Giove e da altre due figure nei timpani.

Nella parte inferiore della facciata sono presenti dei grandi basamenti in tufo delimitati da una elegante cornice, sottostante a due balconi, a cui si giunge da due grandi finestre. Sopra percorre la facciata una seconda cornice, che a sua volta sostiene i balconi del piano nobile. Le finestre del piano nobile, in particolare, sono formate da un arco a tutto sesto, e lateralmente presentano sopra dei piedistalli delle sculture, nel particolare dei mezzibusti.

Nella metà di ciascun piano si trova una nicchia, una volta utilizzata per delle statue (in totale sono quattro nicchie); oggi sono decorate, una con due ippocantropi, e le altre con dei genietti. Le cariatidi del secondo piano sostengono un architrave con fregio, ricco di motivi classici.

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