Palazzo Zen

Venezia (Veneto)

Palazzo Zen

Palazzo Zen, residenza della famiglia Zeno (o Zen secondo la dizione veneziana) è un palazzo di Venezia, situato nel sestiere di Cannaregio, sul Rio di Santa Caterina e con la facciata laterale destra rivolta verso il Campo dei Gesuiti.

Descrizione

Si compone di tre strutture indipendenti in un progetto architettonico unitario; fu il nobile Francesco Zen, con l'aiuto dall'amico Sebastiano Serlio, a progettare la trasformazione delle precedenti costruzioni che la famiglia possedeva in questo sito, volendo creare un solo grande edificio monumentale, che rispecchiasse in maniera più adeguata la potenza della famiglia. Il progetto fu poi in parte modificato in corso d'opera a causa della prematura morte dello Zen, e portato a termine nel 1537 dai tre eredi che lo adattarono alle loro esigenze tripartendo internamente la proprietà.

La facciata sul rio, che l'intenzione del progettista voleva richiamasse le strutture colonnate della prima edilizia veneziana, risulta così caratterizzata da una fitta schiera di fori sormontati da archi, alternativamente, in stile rinascimentale, e in uno strano ibrido ogivale arcaicizzante che nelle intenzioni primitive doveva essere gotico ma che il prolungarsi dei lavori e il cambiare del gusto ci ha consegnato così (alcuni sono ciechi perché adibiti a canne fumarie). Quattro massicci poggioli ornati di ricchi fregi lombardeschi sovrastano gli ingressi arricchendo la facciata. Una lapide ricorda i due grandi navigatori appartenuti alla famiglia e che qui abitarono.

L'edificio un tempo risultava completamente affrescato esternamente ed alcune tracce d'affresco sono ancora presenti sulla facciata prospiciente la piazzetta attigua al fianco sinistro nominata Campiello di S.Antonio. Alcuni lacerti degli affreschi, con preponderanza di colori caldi, si notano all'altezza del piano nobile, vicino alle finestre caratterizzate da solide inferiate a motivo esagonale. Nella piazzetta è pure visibile un capitello votivo di tipologia seicentesca, probabilmente coevo al palazzo. Lungo il cornicione che delimita il tetto una serie di figure decorative a bassorilievo, tratte in parte dall'iconografia classica rinascimentale (grottesche) e in parte da quella orientale (palme e cammelli), testimonia gli stretti rapporti commerciali e diplomatici del casato veneziano con il mediterraneo orientale.

L'interno non visitabile è adibito ad appartamenti privati, conserva ampi locali di rappresentanza per lo più settecenteschi ricchi di stucchi e di pitture di artisti celebri, tre cortili corrispondenti alle tre antiche proprietà, vari pozzi per l'acqua piovana e forse anticamente anche accesso alla falda dolce affiorante nell'isola, una torretta per avvistare le navi di ritorno in porto, e una graziosa cappella cupolata. Un passaggio aereo collega l'edificio principale ad alcune pertinenze non monumentali e al vicino ospizio fondato un tempo con un lascito degli Zen. Serviva anche alla famiglia per poter attendere alle funzioni religiose nel piccolo oratorio dei Crociferi annesso all'ospizio (visitabile) decorato con opere di Palma il Giovane. Una sopraelevazione settecentesca su una parte dell'edificio ne modifica il profilo lineare e appesantendo la muratura ne ha fatto sprofondare in parte le fondamenta.

Altre belle case degli Zen si trovano sulla riva opposta del canale concentrate per lo più in Salizada Seriman. Purtroppo recentemente distrutta una bella corte gotica e le case che ne facevano quinta per dar spazio ad un moderno condominio sulla facciata del quale è stato posto lo stemma gentilizio degli Zen che ornava il grande l'arco di accesso al rio.

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