Scuola ed antiche istituzioni

Venezia (Veneto)

Scuola ed antiche istituzioni

Nella città di Venezia, per scuola si intende sia un'antica istituzione di carattere associativo-corporativo sia l'edificio che ne costituisce la sede.

Le istituzioni

Le Scuole erano confraternite laiche (a Venezia le prime associazioni di lavoratori risalgono all'XI secolo) che eleggevano un Santo Protettore e alle quali aderivano cittadini di ceto medio. I patrizi aderivano solo alle Scuole Grandi.

La ricorrenza del giorno in cui si celebrava il Santo Protettore di una confraternita veniva tenuta una processione; il giorno di San Marco (25 aprile) ogni Scuola si recava in corteo nella Basilica, esponendo il proprio stendardo.

Gli organi della Scuola

Dal 1261 la Repubblica istituì due magistrature che fra le varie mansioni di controllo delle merci avevano anche il compito di approvare le Mariegole (Madre Regola), ossia gli atti istitutivi della Scuole stesse.

Le Scuole erano presiedute da un Guardian Grande.
Il Capitolo era l'organo che riuniva tutti i confratelli.
La Banca e Zonta era l'organismo con incarichi direttivi, tipicamente composto da una quindicina di persone.

I tipi e le funzioni delle Scuole

Molte Scuole riunivano associazioni di lavoratori stranieri a Venezia: Albanesi, Schiavoni, Bergamaschi, Greci e di altre provenienze, fornendo alla comunità straniera assistenza economica, avviamento al lavoro, aiuti spirituali e materiali nei momenti difficili dell'esistenza. Fra le Scuole di stranieri arrivate fino ai giorni nostri spicca la Scuola Dalmata, per la completezza e il buono stato di conservazione dell'impianto originario cinquecentesco del piano terra e per la presenza delle Storie dei Santi Giorgio, Gerolamo e Trifone e di due Storie Evangeliche dipinte da Vittore Carpaccio.

Le più numerose erano Scuole che riunivano gruppi di artigiani in base alla professione svolta. In tal caso la mariegola costituiva anche una sorta di albo professionale. è questo il caso, fra le altre, delle Scuole dei Calegheri (calzolai), dei Battiloro (orafi), dei Mureri (muratori).

Le Scuole Grandi, di carattere religioso, si dedicavano alla devozione di un santo o alla penitenza (le Scuole dei Battuti) ed erano quelle di importanza maggiore. Ufficialmente la differenza fra Scuola Minore e Scuola Grande fu sancita dal Consiglio dei Dieci attorno alla metà del Quattrocento: una Scuola Grande doveva essere anche Scuola dei Battuti.

Queste Scuole erano finalizzate a opere di beneficenza e assistenza e di pubbliche espiazioni. Grazie alla loro importanza e alle cospicue donazioni e autotassazioni dei confratelli stessi, in gran parte esponenti del patriziato, queste Scuole disponevano di molto denaro liquido che poteva essere investito in prestiti, immobili o per arricchire la propria sede con le opere di artisti di rilievo come Tintoretto (Scuola Grande di San Rocco), Paolo Veronese (Scuola Grande di San Marco), Jacopo Palma il Giovane, o con il culto di importanti immagini sacre o reliquie.

Queste operazioni non facevano che aumentarne il prestigio anche negli strati più alti della società veneziana tanto che in alcuni momenti di crisi le Scuole dei Battuti ebbero un ruolo fondamentale nel reperire i fondi per sostenere lo sforzo bellico della Serenissima.

Alla caduta della Repubblica di Venezia si elencavano nove Scuole Grandi:

  • Scuola Grande di San Teodoro, istituita nel 1258, riconosciuta "Scuola Grande" nel 1552
  • Scuola Grande di Santa Maria della Carità, istituita nel 1260
  • Scuola Grande di San Marco, istituita nel 1261
  • Scuola Grande di San Giovanni Evangelista, istituita nel 1261
  • Scuola Grande di Santa Maria della Misericordia, istituita nel 1308
  • Scuola Grande di San Rocco, istituita nel 1478
  • Scuola Grande di Santa Maria Giustizia o di San Fantin, nata dalla fusione delle Scuole di San Girolamo e di Santa Maria della Giustizia, riconosciuta nel 1687
  • Scuola Grande della Beata Vergine del Santissimo Rosario, istituita nel 1575 e riconosciuta nel 1765
  • Scuola Grande dei Carmini, istituita nel 1594 e riconosciuta nel 1767

Secondo il cronista Marin Sanudo il Giovane (1466 - 1536), le Scuole Minori, veri e propri laboratori d'apprendistato dove si insegnavano i mestieri, erano 210 anche se altre fonti documentarie attorno alla metà del XV secolo ne indicano circa 400.

Gli edifici

Non tutte le Scuole potevano vantare una sede propria: molto spesso i confratelli si riunivano davanti all'altare del Santo al quale si erano votati magari semplicemente all'interno della chiesa della propria parrocchia.

I regolamenti per la costruzione delle Scuole veneziane erano rigidi e l'architetto doveva assolutamente tenerne conto. L'edificio doveva essere fornito di due grandi sale, una per le cerimonie religiose al piano terra e una al primo piano, per le riunioni degli affiliati. In quest'ultima sala era prevista una porta che collegava ad una piccola stanza, la stanza dell'albergo, destinata a contenere la mariegola.

La fine delle Scuole

Con la caduta della Serenissima nel 1797 a causa dell'avanzata napoleonica prima e con la successiva occupazione del 1806 che portò alla soppressione degli ordini, le Scuole cominciarono a cessare la loro funzione secolare e in breve tempo molti dei beni in essi contenuti (mobili, corredi, dipinti) furono dispersi nei mercati antiquari e nelle collezioni di tutto il mondo. Alcune Scuole riuscirono però a sopravvivere e a continuare ancora oggi la propria attività, come la Scuola Grande di San Rocco e la Scuola di San Giorgio degli Schiavoni.

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