Scopri come curare gli eccessi d’ansia

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Che cos’è l’ansia patologica?

Spesso sentiamo parlare di persone che soffrono di ansia patologica o di Disturbo d’ansia generalizzata. Ma in cosa consiste questo tipo di disturbo?
Si tratta di uno stato di preoccupazione costante ed eccessiva, letteralmente sproporzionato rispetto alla realtà oggettiva dei fatti.

Secondo il rapporto dell’Osmed (Osservatorio sull’impiego dei medicinali) dell’AIFA (Agenzia italiana del farmaco), oltre due milioni di Italiani, oggi, soffrono di ansia; in percentuale maggiore le donne, soprattutto trentenni. Siamo un popolo di ansiosi!

L’ansia di per sé, è un fenomeno normalissimo, che comporta uno stato di attivazione dell’organismo in caso di pericoli in agguato. L’uomo che prova ansia tende subito ad esplorare l’ambiente circostante per individuare una possibile via di fuga e soprattutto una spiegazione al disturbo.
In questi momenti il corpo impiega la massima energia muscolare a disposizione, per poter scappare o attaccare, in modo più efficace possibile, scongiurando il pericolo, per garantirsi la sopravvivenza.

In relazione a ciò, l’ansia non deve essere considerata solo come un limite o un disturbo, bensì anche come un’importante risorsa, efficace in molte situazioni di vita, in quanto permette di proteggerci dai rischi e di migliorare le prestazioni.
Nell’uomo la preoccupazione si traduce in una serie di fenomeni neurovegetativi, come l’aumento della frequenza del respiro e del battito cardiaco (tachicardia), la sudorazione eccessiva, le vertigini, ecc..

L’individuo ansioso ha difficoltà:

  • nel controllare la preoccupazione;
  • in ambito sociale, lavorativo e familiare;
  • nello svolgere le attività di routine, dalle più semplici alle più complesse.

Quando tali sintomi diventano più eccessivi del dovuto, l’ansia non è più una reazione fisiologica, ma un vero e proprio disturbo psicologico, che può alterare notevolmente la qualità della vita di una persona.
Se un disturbo d’ansia arriva ad invalidare le situazioni quotidiane e a non rispondere bene ai trattamenti farmacologici, è necessario rivolgersi a bravi psicoterapeuti, in grado di intervenire efficacemente sul problema, con interventi mirati e puntuali.
A tal proposito vi consigliamo di consultare l’Elenco degli Psicologi abilitati e specializzati anche in questo tipo di trattamenti.
In questi casi, affidarsi alle persone giuste è la mossa VINCENTE.

Come diagnosticare il Disturbo d’ansia generalizzata

Clinicamente, chi soffre di ansia generalizzata manifesta un costante stato di preoccupazione per eventi o attività che teme di non saper gestire; o per pericoli non imminenti e soprattutto non sempre verificabili. Alcuni pazienti provano ansia per il verificarsi di una possibile catastrofe naturale, che non è detto che avvenga; oppure ci sono persone che non prendono la macchina perché hanno paura che possano fare un incidente, etc.

Queste preoccupazioni, per chi soffre di ansia, sono ingestibili e la cosa più grave è che interferiscono seriamente con lo svolgimento delle normali attività giornaliere.
In questo modo la persona smette di vivere, per iniziare a sopravvivere!

Il Disturbo d’Ansia Generalizzata, per essere diagnosticato in modo corretto, non deve dipendere da particolari condizioni mediche o essere il risultato di specifici trattamenti farmacologici.
È possibile diagnosticare alcuni sintomi ansiogeni anche in altri disturbi psicologici come ad esempio:

  • Nelle Fobie di vario genere (aracnofobia, agorafobia, claustrofobia, etc)
  • Nel disturbo ossessivo compulsivo
  • Nel disturbo post traumatico da stress

Quando compaiono i primi sintomi?

Di solito l’età media di insorgenza è intorno ai 30 anni. L’insorgenza del disturbo è quindi abbastanza tardiva, anche se non mancano forme d’ansia generalizzata in adolescenza.
I sintomi sono persistenti e il contenuto delle preoccupazioni è spesso correlato all’età e alle esperienze vissute dalla persona. Ad esempio, i giovani provano ansia e preoccupazione per la mancanza di un lavoro, per un esame universitario, per un amore non corrisposto; le persone più mature, invece, tendono a preoccuparsi in modo esagerato per il benessere della propria famiglia, per le questioni economiche, o per la sicurezza dei figli; mentre gli anziani hanno preoccupazioni legate alla paura di cadere o di non essere autosufficienti.
Il Disturbo d’Ansia Generalizzata può determinare comportamenti protettivi, quali il limitare le uscite o l’evitare di stare da soli.

Le Cause del Disturbo d’ansia generalizzata

Le cause sono specifiche per ogni individuo: ciò che è giudicato stressante per un individuo, può non esserlo per un altro.
Da un punto di vista fisiologico, vi è un’alterazione funzionale di alcuni distretti cerebrali, responsabili della regolazione dei due neurotrasmettitori: la serotonina e la noradrenalina.
La famiglia e l’ambiente in cui una persona cresce sono determinanti per lo sviluppo di tale disturbo. Entrambi giocano un ruolo fondamentale nel predisporre la persona a gestire efficacemente lo stress.
Altro fattore molto importante è la predisposizione genetica.
Presi singolarmente tutti questi fattori non possono essere considerati come la causa scatenante del problema, ma messi insieme si.
È stato anche scientificamente dimostrato che il disturbo d’ansia generalizzato cambia in base alla cultura di appartenenza. Sembra che le persone che vivono nei paesi industrializzati abbiano maggiore possibilità di soffrire del disturbo.

Come curare il disturbo d’ansia generalizzato

Di solito il paziente che avverte una sintomatologia spropositata richiede subito l’intervento del medico di base o di uno psicologo abilitato. Una possibile cura, in questo caso, è l’assunzione di benzodiazepine: farmaci molto efficaci contro il disturbo. L’unico problema è che a lungo andare queste sostanze possono provocare dipendenza o assuefazione. Quindi è bene assumerle con cautela e coscienza.
Esistono anche altri farmaci ansiolitici, che hanno effetti simili a quelli delle benzodiazepine, ma sono più leggeri. In ogni caso è sempre bene chiedere informazioni più dettagliate al proprio medico di base.
In molte situazioni, è importante seguire anche un adeguato percorso psicoterapeutico, in grado di supportare il paziente nel superare definitivamente il disturbo.
Numerose ricerche hanno visto nella Terapia Cognitivo Comportamentale, un trattamento efficace, soprattutto nella riduzione del livello di ansia.

La Terapia Cognitivo Comportamentale:

  • Aiuta il soggetto a valutare i propri pensieri disfunzionali;
  • Riduce nel concreto lo stato di preoccupazione;
  • si occupa di circoscrivere e affrontare il rimuginio;
  • permette di potenziare gli stili di pensiero funzionali, come il problem solving;
  • permette di apprendere nuove abilità per regolare le emozioni negative.

Tra le tecniche utilizzate vi è, inoltre, la Mindfulness, una modalità di attenzione consapevole che permette di raggiungere un distacco emotivo e un distanziamento dai pensieri ritenuti incontrollabili. I pensieri, una volta elaborati in modo funzionale, vengono lasciati scorrere nella mente.
Infine, ci sono i training che sono dei veri e propri “addestramenti” alla risoluzione efficace dei problemi. In questi casi i pazienti, con l’aiuto di un esperto psicologo psicoterapeuta si allenano per ricercare alternative più efficaci ai problemi. Questo esercizio rende più flessibili ed elastici difronte alle avversità.

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